Qualche giorno fa era stata diffusa la notizia di uno studio ad opera del Dottor Giovanni Sarpelloni secondo il quale è possibile trasformare la Cannabis Light in Marijuana, rendendolo quindi ingrediente per una vera canna ed un vero sballo. Secondo la notizia, diffusa dalla Comunità San Patrignano che ha pubblicato la ricerca, basta un piccolo kit da piccolo chimico fatto in casa per avere il risultato.

La notizia, ovviamente, ha causato la gioia ed il terrore dei soliti proibizionisti pronti a puntare il dito sul pericolo cannabis light che insidia i giovani.

La verità però è un altra.

Se lo studio del dottor Sarpelloni è corretto da un punto di vista scientifico, teoretico e chimico, la realtà è completamente diversa e lo sa chiunque viva fuori dai laboratori.

Il procedimento che renderebbe la Cannabis Light una pericolosa droga infatti implica l’utilizzo di gas butano con 20-30 grammi di cannabis light per estrarre quel poco di thc (inferiore allo 0,5%) per avere un concentrato di “sballo”.

Se questo è stato possibile nei laboratori di Medicina Legale delle Università di Verona, Parma e Ferrara, farlo a casa è un altro paio di maniche, a meno che non vi aiuti il Professor Walter White di Breaking Bad, ovviamente.

Ammesso e concesso che una persona abbia l’esperienza e conoscenze dello Staff dei tre Atenei così da riuscire subito al primo tentativo, senza sprecare nulla, con una resa del 100% (situazione di per sé poco reale) per realizzare da 30 grammi di cannabis light tra quella più comune in vendita con lo 0,2% di thc un grammo di fumo con THC al 10%, spenderebbe circa 750€.

Con della Cannabis Light con thc allo 0,6% spenderebbe invece 250€.

Considerando che nelle città italiane la Cannabis illegale con il 10% di THC è reperibile abbastanza facilmente nelle zone di spaccio (e arresti e leggi proibitive non fermano ne’ l’offerta ne la domanda) a circa 20 euro al grammo, nessuno metterebbe su un laboratorio per avere una “canna” che costi, nel migliore dei casi almeno 10 volte il costo attuale sul mercato (che si, ripetiamo è illegale ma è sempre dietro l’angolo per tutti).

Trasformare la Cannabis Light in droga ha poi anche un altro problema “finale” oltre al costo.

Secondo Alberto Ritieni, Professore di Farmacia all’Università Federico II di Napoli, che ha riportato dati alla mano la poca praticità della scoperta sulla cannabis light che diventa marijuana, un’altro problema sarebbe la concentrazione dei terpeni che deriverebbe dal procedimento di estrazione che praticamente renderebbero lo spinello così realizzato quasi impossibile da “gustare”.

Insomma, a ragione veduta, anche se con una base scientifica vera, il fatto che i prodotti a base di cannabis light possono essere usati per produrre della “droga” in casa in modo facile, si è rivelato l’ennesima bufala allarmista


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