Solitamente, le persone con posizioni più conservatrici e proibizioniste sulla Cannabis (anche sulla cannabis light senza THC) sono spesso tra coloro che si definiscono molto cristiane.
Nel nostro articolo sulla Storia del Rapporto tra Cannabis e Uomo , abbiamo ricordato brevemente la proibizione dell’uso di cannabis da parte dei Papi nel Medioevo.

E se però vi dicessimo che queste posizioni anti-cannabis assunte dalla Chiesa e da molti cristiani potrebbero essere sbagliate proprio quando analizzate dal punto di vista religioso? E se Gesù stesso fosse vissuto in una realtà in cui le cose erano viste molto diversamente?

In questo articolo, che vale la pena leggere tutto anche se forse susciterà qualche reazione negativa, vedremo che forse nei secoli qualcosa è stato travisato, interpretato male o nascosto di proposito nella Religione che ha plasmato l’Occidente e la sua morale per secoli.

Il Libro Sacro

Nella Bibbia vengono citate molte essenze e piante utilizzate nei rituali degli Ebrei. Ovviamente ricordiamoci che l’Antico Testamento, per ogni cristiano praticante, è una parte imprescindibile della Religione Cristiana.
Le essenze utilizzate spesso erano usate per fumigare gli ambienti, come l’incenso (che in realtà era una miscela) ed in alcuni passi viene esplicitamente detto come sia stato Dio stesso a dare indicazioni su miscele da preparare per oli o per fumigazioni. Uno di questi episodi lo troviamo nell’Esodo in cui il Signore dice a Mosè:

“Procurati anche i migliori aromi: cinquecento sicli di mirra liquida, duecentocinquanta, cioè la metà, di cannella e duecentocinquanta di Qaneh Bosm, cinquecento sicli, in base al siclo del santuario, di cassia e un hin di olio d’oliva”(Esodo 30: 22-33).

La parola Qaneh-Bosm, non la troveremo facilmente nella Bibbia che abbiamo a casa o nei libri del catechismo. Nelle versioni tradotte della Bibbia troveremo la parola Calamo che si riferisce ad una pianta aromatica, ma questa traduzione deriva dalla prima traduzione Greca della Bibbia (la Septuaginta risalente nella sua prima versione al III secolo dopo Cristo e che ha portato a diverse lacune ed errori di traduzione, forse causati dai diversi scribi che ci hanno lavorato), è in realtà la traduzione di una espressione ebraica che si può trascrivere come Qaneh-Bosm, Kaneh- bosm o Kaneboisin.

Ora secondo l’antropologa esperta di studi giudaici Sula Benet questa parola non indica il Calamus ma…i fiori di canapa.

La parola Kanebosm effettivamente ha molta assonanza con i termini usati in altre lingue per descrivere la cannabis, popoli vicini agli Ebrei avevano nomi simili: per gli Assiri era qunnabu, in Persiano kenab, kanab in Arabo, kannabis in Greco...

Adesso prendiamo nota del fatto che la cannabis fosse ingrediente per l’olio sacro dell’unzione perché ne parleremo più avanti e concentriamoci su altri dettagli Biblici e Storici
Anche senza un passo specifico come questo infatti proibire la cannabis e vederla come pianta peccaminosa nella religione Cristiana non avrebbe senso. La Bibbia infatti contiene una lunga lista di proibizioni per il Popolo di Dio ma l’utilizzo delle piante è permesso e ribadito sin dai primi versi della Genesi e poi nel Libro di Ezechiele.
“E io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra” (Genesi 1.29)

In altri libri della Bibbia, come il Levitico c’è una serie di proibizioni specifiche sul cibo ed altre attività, alcune delle quali oggi vengono ignorate ed altre prese ancora alla lettera da molti cristiani (come ad esempio l’omosessualità). A parte il mistero che abbia portato oggi i cristiani a mettersi d’accordo su quale proibizione mantenere e su quale lasciare stare, va ribadito che non c’è nessuna proibizione che riguardi la canapa o altre piante.

Ebraismo e Cannabis

Sappiamo benissimo che gli Ebrei utilizzavano ampiamente la canapa in molti modi ed anche nelle epoche più antiche non possiamo pensare che non se ne conoscessero gli usi medici e spirituali (tanto più avvalorati dal passo dell’Esodo) . La ragione pratica ci porta a pensare che la cannabis fosse la sostanza psicoattiva più abbondantemente disponibile (perché coltivata estesamente nell’antichità per altri motivi). Se fosse stata considerata un problema l’avremo vista proibita da qualche parte nella Bibbia o il suo uso stigmatizzato! Nell’Ebraismo la Cannabis è conosciuta ed utilizzata come fibra ma anche in altri modi: le candele dello Shabbat per esempio possono essere fatte solo con uno di tre materiali, cannabis, lino o cotone. Recentemente la comunità ebraica ha dichiarato la cannabis “kosher” proprio in virtù degli studi biblici e quindi utilizzabile anche dai praticanti della fede.

Se facciamo riferimento ad almeno un altri 4-5 passi della Bibbia che menzionano Qaneh Bosm (che nelle nostre versioni è tradotto come calamo o come dolce canna riferendosi ad una canna di palude) come ingrediente di essenze, per cerimonia o addirittura come dono regale possiamo pensare che fosse normale anche per i primi Cristiani utilizzare la cannabis sulla scia degli Ebrei fino a che nel Medioevo la Chiesa ha poi deciso di intervenire…

L’olio per l’unzione

L’immagine con cui abbiamo aperto l’articolo vale più di mille parole: questa pittura nella Chiesa di Santa Maria Nuova di Monreale in Sicilia rappresenta Gesù che cura il cieco e comprare una foglia dalla forma molto familiare. Che i Cristiani nel Medioevo conoscessero ancora certi dettagli poi dimenticati?

Torniamo a Mosè che riceve da Dio istruzioni sulla ricetta per l’olio sacro per l’unzione che contiene il Qaneh Bosm, cioè fiori di Canapa in quantità anche importanti: 250 sicli corrisponderebbero ad almeno 2kg e mezzo di infiorescenza (in un hin di olio dice la ricetta dell’Esoso, che sono circa 4 litri, quindi una bella percentuale di cannabis superiore al 50%), un quantitativo importante di cannabinoidi e sostanze attive.

Gli Ebrei erano e sono molto scrupolosi sulla loro fede e le ricette dell’Antico Testamento sono state tramandate nel tempo fino ad un Epoca molto più vicina a noi rispetto ai tempi di Mosè: l’epoca di Cristo che, vale bene ripeterlo, significa proprio l’Unto (con olio sacro).

Gesù essendo educato nella religione ebraica e riprendendone pienamente simbologia e cultura, utilizzava gli stessi olii che utilizzava Mosè e l’olio santo dell’antico testamento è ancora più importante nel Nuovo. Gesù e gli Apostoli utilizzavano costantemente l’olio per l’unzione, per celebrare l’arrivo di nuovi seguaci che venivano “unti” ma anche per guarire gli infermi e scacciare i demoni.

Adesso sappiamo molto bene che i cannabinoidi come il THC sono liposolubili e che possono essere assorbiti anche tramite la pelle se abbinati ad altri olii (come quello d’oliva).
Certo non bisogna vedere Gesù ed i discepoli come dei fumatori incalliti o degli “sballati” ma visto che il Qaneh Bosm (infiorescenze di canapa) era utilizzato in miscele sacre per oli (che potevano anche essere bruciati nelle lampade) possiamo dire con certezza comunque che al tempo di Gesù si conoscessero esattamente le proprietà dalla Cannabis sia a livello terapeutico sia spirituale, in linea con quanto avveniva nell’antichità presso gli Sciti o gli Assiri, e che Gesù molto probabilmente utilizzasse questa pianta. Proprietà mediche che oggi stiamo riscoprendo anche se c’è ancora il proibizionismo che rallenta gli studi.

Certo per il momento queste sono solo affascinanti teorie ed interpretazioni ma sicuramente dovrebbero portare molte persone che hanno ancora la certezza di vedere nella Cannabis qualcosa di “demoniaco” come invece qualcosa di molto più vicino alla loro Fede di quanto pensavano prima.


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