Per chi, seguendo idee sbagliate e falsi miti del passato, ancora non si fosse informato a dovere, introduciamo questo articolo specificando che, in origine la Canapa e la Cannabis sono la stessa cosa.
Solo nel secolo passato si è iniziato a fare differenza tra Canapa (pianta per usi industriali) e Cannabis (pianta psicoattiva, altrimenti detta Marijuana).

Scientificamente tutte le piante, che siano psicoattive o meno, sono Cannabis ed le varie specie esprimono rapporto diversi di cannabinoidi, cioè sostanze chimiche attive, le cui più importanti sono il THC ed il CBD. Vedremo in un altro articolo la differenza dei componenti attivi, per il momento bisogna sapere che originariamente le specie con maggiore effetto psicoattivo (cioè con maggiore THC) avevano rapporti molto inferiori rispetto al presente e che solo la selezione umana per diversi fini ha creato piante con rapporti diversi di cannabinoidi.

Dove è iniziato questo lungo rapporto di addomesticamento della Cannabis?
Vediamo il percorso per tappe…

Dalle Grotte alle Mummie

Uno dei reperti archeologici più antichi che include la cannabis è una sepoltura trovata in Pakistan. Risalente all’età della pietra, lo scheletro data 120.000 anni, cioè migliaia di anni prima dell’agricoltura e, almeno per quanto ne sappiamo adesso, in un periodo in cui l’uomo stava appena imparando ad addomesticare il bestiame, è stato ritrovato comunque circondato da resti di cannabis tra cui semi e resine. Importantissimo notare è che molte di queste tracce erano nella cenere, a mostrare che l’uomo già all’epoca bruciava la cannabis in ambienti chiusi per ottenere effetti psicoattivi.

Sicuramente si trattava di rituali sacri, come probabilmente sarà accaduto nel caso dello scheletro, in cui il “consumo” di cannabis molto probabilmente era in funzione della sepoltura. Che fosse un modo per elevare lo spirito ed accompagnare un membro della comunità nel viaggio verso l’aldilà dicendogli addio oppure un sistema pratico per alleviare il dolore in periodi in cui la vita era troppo dura per portare a lungo un lutto, questo non possiamo saperlo. Con la scoperta dell’agricoltura rinveniamo già ottimi manufatti realizzati con la canapa come fibra tessile, quindi possiamo dire che inizia l’uso industriale della canapa.

Anche in Italia nel Canavese (in Piemonte) ne abbiamo prove archeologiche che ne attestano l’uso (ed il consumo sotto forma di fumo) nella preistoria.

Il legame Cannabis/Defunti e spiritualità però continua in Asia per millenni e intorno al 3000-2000 avanti Cristo compaiono nelle steppe ed in Cina mummie avvolte nella cannabis. Nella stessa epoca, il mitico fondatore della medicina tradizionale cinese, l’Imperatore Yan, la annovera tra le piante medicinali in un testo a lui miticamente attribuito. I cinesi ne approfondirono le funzioni terapeutiche tanto che in Cina la Cannabis era utilizzata prevalentemente come antidolorifico.

Nello stesso periodo la Cannabis è usata con finalità mediche in Egitto, mentre in in India si sviluppa la religione Vedica, culto poi inglobato dal moderno induismo ed in cui la Cannabis ha una valenza spirituale. Ancora oggi viene chiamata Ganja proprio dal nome Hindi.

Le Steppe e gli Imperi

Il tripode usato dagli Sciti per inalare la cannabis come descritto da Erodoto

Gli Assiri probabilmente appresero l’uso della Canapa dall’India o tramite i nomadi delle steppe come gli Sciti., in alcune tavolette cuneiformi risalenti al VI secolo Avanti Cristo è riportata come medicina per l’umore. Queste popolazioni, diffuse tra Asia ed Europa probabilmente portarono nelle loro migrazioni e scorrerie l’uso della Canapa a popoli che non ne facevano un uso così esteso.

Forse è per questo che i primi storici Greci, come Erodoto (V sec a.C.) ci raccontano di come per gli Sciti la cannabis fosse la pianta dei banchetti, utilizzata per causare ebbrezza come l’alcool o per risollevare l’animo dopo i funerali. Per Greci e Romani invece era una pianta medica e gli usi ricreativi/spirituali non sono attestati anche se sicuramente nelle aree rurali di tutta Europa, sciamani, stregoni, guaritori e contadini continuavano ad usarla.

Per questo motivo nel Medioevo l’uso della cannabis per i fini più disparati era così comune che nel XV secolo fu la Chiesa ad intervenire, Papa Innocenzo VIII con una bolla papale la definì immorale ed indecente e paragonò l’uso alla stregoneria.

Dal Medioevo ad Oggi

La Canapa, pur se “proibita” come pianta psicoattiva (anche se utilizzata poi nell’800 dagli artisti e dallo stesso Napoleone Bonaparte), continua ad essere di grande importanza in Europa e soprattutto in Italia: terra di Marinai produceva grandi quantità di tessuti e cordami resistenti proprio con la fibra migliore a disposizione all’epoca: la canapa.

Questo rese la coltivazione della Canapa un’eccellenza agricola di grande importanza, le fibre di canapa italiane vennero esportate in tutta Europa e all’alba della Seconda Guerra Mondiale solo un Paese al mondo supera l’Italia per produzione della Canapa: l’Unione Sovietica.

Nei primi del 900’ però dall’altra parte del mondo succede qualcosa di imprevisto che all’inizio sembra non avere grosso peso in Europa: il proibizionismo dell’alcool negli Stati Uniti.
Una versione della storia vuole l’inizio del proibizionismo della canapa nascere quando Ford lancia sul mercato a Hemp Body Car, la macchina realizzata da bioplastiche derivanti dalla canapa e soia e biodiesel creato dalla canapa ed altre piante.

In realtà la proibizione della Marijuana (nome che gli americani presero dai vicini messicani) iniziò con il proibizionismo dell’alcool: visti i costi esorbitanti dell’alcool illegale (ed i rischi) la classe lavoratrice americana, vessata dalla Grande Depressione, trovava nella cannabis uno svago più economico e meno complicato. Harry Jacob Anslinger, sostenitore del proibizionismo dell’alcool, nel vedere che si trattava ormai di una battaglia persa rivolse le sue armi contro l’ormai diffusa marijuana.

Essendo un giornalista usò una campagna di Fake News come diremmo oggi, diffondendo centinaia di notizie false o semi-false in cui attribuiva a crimini efferati come omicidi, rapine e stupri la marijuana come causa principale. La marijuana, per la prima volta nella storia veniva considerata un narcotico capace di corrompere la mente delle persone, una visione ancora più negativa di quella della proibizione della Chiesa nel XV secolo.

Le campagne mediatiche ebbero il loro effetto e portarono al Marijuana Tax Act che di fatto inaugurò il proibizionismo pur senza proibire direttamente ma creando un sistema burocratico complicatissimo per la produzione e la vendita, tasse elevate su ogni transazioni e multe salate per chi non si adeguava. Questo rese di fatto impossibile e assolutamente poco conveniente la produzione e circolazione di prodotti a base di canapa. La Campagna dagli Stati Uniti venne estesa poi anche all’ONU.

Ed oggi?

raccolta della Canapa nel 1800

Il proibizionismo Statunitense poi si estese dopo la Seconda Guerra Mondiale all’Europa ed al resto del mondo grazie alle pressioni del Governo Americano e delle varie lobby. Per il Belpaese fu una situazione funesta che distrusse una filiera agricola-industriale sviluppatasi nei millenni. Infatti gli accordi economici e commerciali dovettero favorire l’importazione e l’utilizzo di plastiche derivate dal petrolio di cui l’America era grande produttrice e che in Italia avevano una grande concorrente: le bioplastiche prodotte dalla Canapa, settore che si era incrementato durante l’autarchia fascista con la scarsità di petrolio.

Paradossalmente le stesse bioplastiche vegetali che poi si è cercato di recuperare…

Oggi il dibattito per la legalizzazione continua, a volte si fanno passi avanti a volte passi indietro. Quello che possiamo dire e che i molti anni di proibizionismo hanno fatto molti danni alla scienza: gli usi della canapa in campo medico, alimentare ed industriale sono migliaia ed ancora ci sono molti studi da fare e secoli da recuperare…