Per anni il dibattito sulla Cannabis è stato monopolizzato da un argomento solo: il THC. I “proibizionisti” si sono sempre scagliato su effetti e percentuali di questo cannabinoide ed allo stesso tempo, per anni i cultori della Cannabis sono sempre andati alla ricerca delle percentuali di THC più elevate e dei loro effetti, creando ibridi speciali dalle dosi di THC molto più elevate che nelle varietà naturali.

In realtà questo dibattito opposto non ha fatto bene a nessuno e soprattutto ha privato la maggioranza delle persone di sapere la verità sulle proprietà di molti prodotti a base di Cannabis e di poterle utilizzare a loro vantaggio.

Infatti molte persone che potrebbero trarre grandi benefici per la salute da prodotti derivati dalla Canapa sono ancora restie e farlo proprio perché spaventate dal THC, senza sapere che la Natura in realtà ha predisposto altro.

Il THC, in breve.

Il THC è il composto chimico più famoso della Cannabis, Pur essendo quello più attivo (in realtà è solo uno dei 400 composti chimici, di cui solo alcuni sono cannabinoidi) il THC non è quello più abbondante. La sua presenza varia tra le diverse Specie e sottospecie di Cannabis. Ad esempio la Cannabis Ruderalis ha percentuali bassissime di THC, quella Sativa le più alte e la Indica minori, e in piante della stessa specie o sottospecie, la percentuale massima si trova nei fiori e nella resina (in ibridi moderni si arriva anche al 30% in queste parti della pianta), mentre nelle foglie ci sono percentuali bassissime o nulle.

Il THC è un agente psicotropo, significa che ha un’azione diretta sui neuroni. Può causare euforia, modifiche dell’umore, delle percezioni sensoriali. Ha applicazioni terapeutiche in molti campi (analgesico, patologie psichiatriche, disturbi autoimmuni, stimolante dell’appetito, rimedio contro nausea e vomito in pazienti in cura con chemioterapia o HIV).

Da solo ed a grandi dosi però può avere effetti neurotossici.
Ricordiamoci però questa parola: da solo e ricordiamoci un altra cosa, cioè che non esiste documentato in medicina un caso in cui la Cannabis abbia causato malattie gravi o morti. Nonostante ci sia tutto questo sospetto sulla Cannabis non esistono casi accertati di effetti gravi, come ad esempio invece sappiamo esistere con l’alcool o con la semplice caffeina (in America nel 2017 uno studente è morto dopo 3 Energy Drink).

Il CBD nella Cannabis

Come già detto in precedenza, la Natura non fa nulla a caso. Il CBD è un altro cannabinoide, spesso presente in abbondanza nelle piante con una lista di proprietà lunghissima: calmante, antidolorifico, rilassante, antiossidante, ansiolitico, antipsicotico e molto altro!

Assunto insieme al THC nelle dosi che Madre Natura ha predisposto potenzia gli effetti positivi del THC, modulando l’assorbimento e contrastando i possibili effetti negativi (ad esempio tachicardia) creando un mix che è neuroprotettore, cioè protegge il cervello da invecchiamento e danni causati da stress o anche altre sostanze psicotrope.

Il CBD non è una sostanza psicotropa o stupefacente: non altera le percezioni o la capacità di giudizio per questo i prodotti contenenti CBD, come prodotti alimentari o integratori sono assolutamente legali.

Il CBD da solo ha effetti positivi sull’umore e sul benessere, assunto in forma di olio, tisana o altro, è un naturale ansiolitico, rilassante, stabilizzante dell’umore, aiuta contro stress e dolori cronici senza avere effetti collaterali o causare assuefazione.

Quindi nonostante il THC sia al momento considerato illegale in Italia, mentre in molti altri Paesi del mondo è legalizzato, il CBD è un componente della cannabis con molti effetti positivi e senza effetti collaterali che tutti faremmo bene a conoscere e ad apprezzare.


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