Mentre in Italia c’è chi (questa volta non facciamo nomi) rema contro il mondo della Canapa per semplice attaccamento ad idee ormai superate e smentite scientificamente, nel resto del mondo la Cannabis è protagonista del dibattito politico ed economico e lo è in modo costruttivo.

Questa volta è toccato al Forum di Davos, il principale summit economico mondiale, dove si riuniscono capi di stato, banchieri ed investitori. A Davos spesso vengono fuori idee che influenzeranno l’agenda politica e sociale di Governi nei mesi a venire, decisioni che spingeranno miliardi di euro in questo o quel settore. E nel 2019 tutte le luci erano puntate sulla Cannabis.

Nasce la Lobby della Canapa?

I principali player del mondo della Cannabis e Canapa nel mondo hanno deciso di muoversi in gruppo e, parallelamente al World Economic Forum, hanno deciso di sfruttare il momento per promuovere eventi e orientare il dibattito. Nomi importanti come, CannaTech, iCan (Israele-Cannabis), Canadian Securities Exchange, Kapoor Capital, InterCure (Presieduta dall’ex Primo Ministro Israeliano, Ehud Barak) hanno presenziato o sponsorizzato gli eventi dedicati alla cannabis che si sono svolti in concomitanza del forum economico mondiale.

Per l’occasione è stato organizzato il “Cannabis Conclave“: un pranzo di tre ore, organizzato in un ristorante accessibile solo tramite funivia in cui il tema principale è stato la legalizzazione della cannabis.

Canada Cannabis House e Cannatech Pavillion si è parlato di investimenti nei mercati emergenti, con volti noti come l’ex direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Anthony Scaramucci, che ha una società di investimenti attiva nel settore.

Aspettative per l’Italia e l’Europa

Secondo molti esperti, quanto accaduto a Davos può veramente accelerare il dibattito sulla legalizzazione su scala mondiale. I top del mercato si aspettano un giro di affari di 55 miliardi solo in Europa, specialmente in Germania ed Italia. Ovviamente queste previsioni per realizzarsi hanno bisogno di una condizione: una omogeneizzazione delle normative a livello Europeo, al momento troppo diverse e spesso in direzione totalmente opposta.

Il Messaggio che arriva da Davos è quello di un settore che ormai inizia a mostrare i muscoli senza paura e che tra il mercato terapeutico e quello ricreativo, rivoluzionerà completamente l’economia: dai campi coltivati alle banche di investimento.


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